Rogo nel box a Ronco Scrivia, la figlia dell’uomo deceduto: «Non accetto che venga indicato come responsabile»

Dopo l’incendio del 18 dicembre in via Cambiaggio, costato la vita a un 76enne, la famiglia interviene per smentire l’idea che il rogo sia partito da un intervento “fai da te” sull’auto ibrida: «Quando è divampato l’incendio papà era in casa, stava pranzando. È sceso per mettere in sicurezza il condominio»
L’incendio scoppiato in un garage di via Cambiaggio, a Ronco Scrivia, lo scorso 18 dicembre, continua a sollevare interrogativi. Le fiamme, divampate all’interno di un box, hanno distrutto l’auto parcheggiata e provocato la morte di Giancarlo Rossi, 76 anni. Nel corso dell’emergenza lo stabile era stato evacuato per precauzione e alcune persone avevano accusato lievi intossicazioni da fumo.

Nei giorni successivi, le indagini si sono concentrate sulle possibili cause del rogo. Tra le ipotesi circolate, era emersa anche quella di un incidente collegato a un presunto intervento “fai da te” sull’auto, con l’idea che la vittima potesse essersi trovata nel box mentre lavorava sul veicolo. Un’ipotesi che gli investigatori hanno considerato nell’ambito delle verifiche tecniche svolte anche dal nucleo specializzato dei vigili del fuoco.

Ora arriva una presa di posizione netta della famiglia. Veronica Rossi, figlia della vittima, dice di aver letto “con grande rammarico” articoli che riportavano l’ipotesi valutata insieme ad altre e cioè che il padre potesse essere il responsabile dell’incendio. E contesta punto per punto quella ricostruzione: «Quando è divampato l’incendio, per cause ancora da chiarire, papà era in casa, stava pranzando. Non aveva un’officina e non stava ‘trafficando’ sull’auto».
La donna aggiunge un elemento diverso sul comportamento del padre nei minuti dell’emergenza: «Se ha perso la vita è perché ha tentato di staccare l’impianto elettrico condominiale pensando agli altri prima che a se stesso». E sottolinea anche che la famiglia non viveva stabilmente lì: «Non abitavano neanche più lì da anni, erano scesi per trascorrere le feste in famiglia».
Le indagini proseguono per chiarire l’origine dell’incendio e la dinamica completa di quanto accaduto. Nel frattempo, la famiglia chiede prudenza nel diffondere ricostruzioni non definitive e ribadisce la volontà di tutelare la memoria dell’uomo.
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